Clima e tendenze stagionali: la situazione climatica nell’estate 2025-2026

Gli effetti del caldo estremo non riguardano soltanto le temperature registrate, ma si riflettono su numerosi ambiti: dagli ecosistemi alla salute delle persone, dalla disponibilità delle risorse idriche alla produttività agricola, fino ai consumi energetici e alle attività economiche. La persistenza di condizioni termiche anomale può inoltre amplificare situazioni di stress già presenti sul territorio, rendendo ancora più importante disporre di strumenti capaci di restituire una lettura chiara e continuativa di ciò che accade.

Monitorare con continuità l’intensità, la durata, la frequenza e la distribuzione geografica di questi fenomeni è quindi fondamentale per comprenderne l’evoluzione nel tempo, individuare eventuali tendenze e mettere in relazione i singoli episodi con un quadro climatico più ampio. Una conoscenza fondata sui dati consente infatti non solo di descrivere quanto accaduto, ma anche di supportare strategie di prevenzione, mitigazione e adattamento sempre più consapevoli ed efficaci.

Estate 2026: la situazione climatica in Europa

Osservare l’andamento degli eventi estremi e delle principali dinamiche climatiche lungo l’intero arco della stagione estiva consente di ampliare la prospettiva rispetto alla singola analisi mensile, mettendo in luce continuità, variazioni e tendenze che emergono nel corso dei mesi. 

Tra i mesi da giugno 2026 ad agosto 2026, sono stati infatti registrati alcuni dati salienti come si può evincere anche dal bollettino di Copernicus ECMWF:

  • L’estate appena trascorsa (giugno-agosto 2026) è stata la più calda mai registrata a livello globale, a pari merito con il 2024, con +0,69°C sopra la media di riferimento (1991-2020). Da gennaio ad agosto il 2026 è il secondo anno più caldo di sempre, dietro al 2024. Con El Niño in rafforzamento, potrebbe avvicinarsi al record annuale. In Europa è stata la terza estate più calda mai registrata, con +1,17°C sopra la media, dopo il 2024 (+1,55°C) e il 2022 (+1,34°C). L’Europa occidentale ha invece battuto il record del 2003, con +2,54°C sopra la media e anomalie fino a 4-5°C in Francia e nel nord-est della Spagna.
  • Nei mesi estivi, l’Europa è stata molto più secca della media a ovest, al centro, nella Scandinavia meridionale e nel sud-est. Ne sono derivati siccità diffusa e incendi eccezionali in Spagna e Francia a luglio. Iberia occidentale, Grecia e Turchia meridionali, Cipro e l’Europa nord-orientale sono state invece più umide della media. Le portate dei fiumi sono state sotto la media in gran parte del continente, con minimi record su Senna, Rodano, Loira e Dnepr e livelli eccezionalmente bassi lungo Reno, Danubio e Vistola. Le conseguenze hanno toccato navigazione, produzione di energia e irrigazione.

Attraverso i dati dell’E3CI, proponiamo quindi un approfondimento dedicato all’estate 2026 in Europa, con l’obiettivo di analizzare l’evoluzione dei fenomeni climatici estremi nei mesi estivi e di comprenderne meglio intensità, distribuzione e persistenza sul territorio.

Giugno 2026

  • In Europa, 23 Paesi hanno registrato valori superiori alla media per le temperature massime estreme (il Jersey ha riportato un valore di 15.4) e 17 Paesi per la siccità (la Svizzera registra un valore di 2.7). Meno diffusi a livello territoriale sono invece gli altri paesi: solo un Paese evidenzia valori anomali per le precipitazioni estreme (Montenegro, con 1.8) e il vento estremo (Jersey, con 1.3), e 2 Paesi per la grandine (Irlanda e Isola di Man, entrambi con un valore di 1.6).
  • In Italia, 16 regioni registrano anomalie per le temperature massime estreme con una prevalenza di valori elevati nei territori centro-settentrionali (la Toscana riporta 7.5). Anche il fenomeno della siccità appare particolarmente diffuso, con una maggiore concentrazione nelle regioni centro-settentrionali ma con un’intensità minore (13 regioni con valori tra 1.3 e 2.6).
  • In Emilia-Romagna, 5 delle principali province sono interessate da caldo estremo (a Parma si registra un valore di 9.6) e tutto il territorio è interessato da fenomeni di siccità (con un picco di 3.0 a Forlì-Cesena), compatibilmente con l’assenza di fenomeni estremi relativi a precipitazioni e grandine.
Luglio 2026

  • In Europa, 23 Paesi hanno registrato valori superiori alla media per le temperature massime estreme (l’Andorra ha riportato un valore di 19.0, il più elevato tra tutti i paesi) e 15 Paesi per la siccità (sebbene con valori moderati, tra 1 e 2.6). Per le precipitazioni estreme, 4 Paesi superano di poco la media di 1 dell’Indice E3CI (Grecia, Isole Faroe, Lettonia, Turchia) e 6 Paesi per i venti estremi (tra cui la Danimarca con 5.3). Infine, 7 Paesi raggiungono valori estremi per la grandine con picchi in Italia (11.7), Svizzera (12.1) e Malta, e 1 Paese per gli incendi (il Guersney con 3.6).
  • In Italia, invece, tutte le regioni hanno registrato valori superiori alla media per le temperature massime estreme (con numerosi picchi oltre il valore 3, tra cui la Sicilia con 18.6) e 7 regioni per la siccità (con valori moderati). L’Italia centro-meridionale, inoltre, evidenzia valori anomali per le precipitazioni estreme in 4 regioni, mentre le regioni settentrionali sono interessate da lievi fenomeni di vento estremo (Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta con 1.1). Appare significativa la distribuzione della grandine che interessa 19 regioni su 20, con picchi fino a 23.1 (Puglia).
  • In Emilia-Romagna, 6 delle principali province sono interessate da temperature massime estreme (con un picco di 13.8 a Parma) e 3 da precipitazioni estreme (Ferrara, Ravenna e Rimini). Compatibilmente con quanto evidenziato in Italia, il fenomeno della grandine appare anche qui diffuso e intenso: si registrano valori anomali in tutte le province, con valori tra 9.3 (Ferrara) e 18.9 (Piacenza).
 Agosto 2026

  • In Europa, 31 Paesi hanno registrato valori superiori alla media per le temperature massime estreme (Bosnia ed Erzegovina ha riportato un valore di 13.0, il più elevato tra tutti i paesi) e 23 Paesi per la siccità (sebbene con valori moderati, tra 1 e 2.4). Per le precipitazioni estreme, 5 Paesi superano la media di riferimento con un picco a Cipro e un valore E3CI di 545.9 – il valore riflette i forti temporali del 28-30 agosto, con accumuli locali fino a 75 mm, che hanno reso agosto 2026 il più piovoso a Cipro dal 1902: 30 mm di media, circa dieci volte la norma del mese; in una stagione quasi sempre secca, basta un solo evento intenso per far crescere l’indice in modo marcato. Infine, 6 Paesi raggiungono valori estremi per i venti estremi con picchi in Lituania (18.4), Lettonia (16.4) e Cipro (8.7).
  • In Italia, invece, tutte le regioni (a eccezione della Valle d’Aosta) hanno registrato valori superiori alla media per le temperature massime estreme (con tutti picchi superiore al valore 3, tra cui la Sicilia con 14.5) e 5 regioni per la grandine (con valori anche superiori a 3, come in Sardegna con 5.5).
  • In Emilia-Romagna, 8 delle principali province sono interessate da temperature massime estreme (con un picco di 11.8 a Parma) e 7 da grandine estrema (con Forlì-Cesena che registra un valore E3CI di 3.6).